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HAEMOBARTONELLOSI (ANEMIA INFETTIVA FELINA)

L’agente eziologico della malattia è il Mycoplasma haemofelis (precedentemente classificato come haemobartonella felis), un microorganismo parassita dei globuli rossi.

I gatti si possono infettare

· Attraverso il morso delle pulci

· Durante la gravidanza, per via transplacentare

· Durante il parto per contatto di sangue dalla madre infetta al gattino

· Durante l’allattamento

· A causa di trasfusioni di sangue infetto

Non è ancora del tutto noto come avvenga la trasmissione della malattia da gatto a gatto. Le gatte clinicamente malate possono infettare i gattini ma non è stato determinato se la trasmissione avvenga in utero, durante il parto o attraverso l’allattamento.

E’ stata ipotizzata la trasmissione attraverso il morso. I combattimenti e l’infestazione di pulci hanno un ruolo nella trasmissione dell’infezione.

Il tempo di incubazione è solitamente di 6-17 giorni. I microorganismi si fissano alla superficie della membrana eritrocitaria ed inducono un danno strutturale, che abbrevia la vita dei globuli rossi e provoca la perdita di emoglobina. L’esposizione e l’alterazione degli antigeni associati alla membrana eritrocitaria determinano la produzione di autoanticorpi che rivestono gli eritrociti e possono dare inizio a un’emolisi. Gli anticorpi fissati alle membrane degli eritrociti possono causare l’agglutinazione, inibendo la circolazione dei globuli rossi attraverso la milza ed altri letti vascolari. La maggior parte della perdita degli eritrociti è dovuta alla loro fagocitosi nella milza.

Sintomi

L’anemia infettiva felina, causa anemia che si può accompagnare a febbre nei primi stadi della malattia. I segni clinici includono stanchezza, depressione, inappetenza e pallore delle mucose, talvolta associati a perdita di peso o manifestazioni respiratorie. 

Tali segni clinici sono comuni a molte altre patologie che causano anemia e non specifici dell’emobartonellosi.

Altri segni clinici possono essere aumento di volume della milza e dei linfonodi. Le prime due o tre settimane dall'infezione sono asintomatiche: il gatto sta apparentemente bene. Alcuni gatti riescono a rimanere in questa fase per molto tempo, anche per tutta la vita: nonostante si siano infestati con Mycoplasma haemofelis non manifestano alcun problema. Sono per questo detti portatori sani.

La maggior parte dei gatti però non rimane asintomatica e svilupperà la malattia. E’ necessario un fattore stressante, come una patologia o un intervento chirurgico per scatenare la malattia.

 L'emobartonellosi inizia con una fase acuta caratterizzata da una grave anemia che può anche portare a morte il gatto. I parassiti infatti si legano alla membrana dei globuli rossi, danneggiandoli e rendendoli così soggetti all'azione della milza che li distrugge. Se l'animale non muore durante la fase acuta inizia la fase di guarigione nella quale i globuli rossi non vengono più alterati ed Mycoplasma haemofelis viene imprigionato nella milza, senza tuttavia venire eliminato del tutto. Nonostante il gatto cominci a stare meglio e l'anemia a risolversi, il parassita è quindi ancora presente e può rimanere anche per anni.

Fattori stressanti possono quindi causare un calo delle difese immunitarie del micio e una conseguente ricomparsa della fase acuta della malattia.

I gatti a rischio sono quelli che possono uscire all’aperto, ma non sono fuori pericolo quelli che vivono esclusivamente in casa.

La stagione più a rischio è la stagione calda, dove il numero di pulci è più elevato.

Diagnosi

Essenziale eseguire un esame del sangue (emocromocitometrico completo) che ci rivelerà con certezza la presenta di una grave anemia.  

Esame parassitologico diretto: consiste nell’individuare il Mycoplasma haemofelis attaccato ai globuli rossi.

PCR (polimerase chain reaction): è in assoluto il metodo più sicuro per diagnosticare l'emobartonellosi.

E’ utile anche effettuare esami per escludere la presenza di altre malattie infettive del gatto (FIV, FELV) di cui questa può essere opportunista.

Trattamento

Per trattare la Emobartonellosi si utilizzano farmaci antibiotici ed anche corticosteroidei per contrastare l’emolisi immunomediata.

Il Medico Veterinario saprà scegliere il farmaco migliore

Prevenzione

E’ opportuno prevenire le infestazioni da pulci e limitare le aggressioni tra gatti.

Negli allevamenti è necessario tenere sotto controllo tutti i soggetti in modo da evitare che l’Emobartonella si insinui.